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The Girl From Class (Recensione)

I manhwa coreani, sopratutto quelli declinati in salsa Webtoon, ci hanno da sempre abituato a esser stupiti da miriadi di colori ed effetti speciali, trame iper-complesse o passioni travolgenti.

Al contrario, The Girl From Class, il webtoon di cui ci occuperemo oggi, non sorprende il lettore con alcun fronzolo od orpello estetico, né con colpi di scena mirabolanti, ma punta tutto sulle emozioni fresche e confuse dei suoi personaggi.

Una ragazza di classe

Il protagonista della storia è uno studente universitario come tanti altri, che durante il primo giorno di lezione si innamora di una compagna di corso dall’aspetto molto peculiare e curato, rinominata ironicamente Nemo anche per la sua sfuggevolezza.

Da questo semplice incipit si dipanano le vicende che ci faranno ripercorrere tutti gli stadi di questa cotta per una giovane femme fatale, dove il già instabile equilibrio emotivo del protagonista verrà scosso a più riprese dalle parole di amici e colleghi universitari.

La trama di The Girl From Class è ridotta all’osso, rimanendo elemento marginale nel racconto delle tribolazioni sentimentali del nostro eroe, che volutamente rimarrà senza nome sino alla fine della storia, per permettere la massima immedesimazione da parte del lettore.

Una brezza leggera

L’intento dell’autore è chiaro: presentare al suo pubblico in tutta la sua asciutta realtà quella che è la confusa vita sentimentale dei giovani alle prese con le loro prime esperienze amorose.

Questa semplicità, stilistica e contenutistica, si rivela a più riprese un’arma a doppio taglio, costituendo senza dubbio un pregio laddove veicola in modo diretto emozioni che per altri autori avrebbero richiesto pagine e pagine di contenuti, tuttavia limitando sin troppo le possibili sfumature di una trama che come accennato in precedenza non brilla certo per varietà di situazioni.

Dei turbamenti e degli impetuosi venti che scuotono l’animo dei protagonisti, al lettore sembra più volte giungere solo una brezza leggera, che porta però con sé l’aroma splendido e inconfondibile della primavera, riportando alla memoria di chi già c’è passato tutte le insicurezze di quel periodo a cavallo tra adolescenza e maturità.

Uno stile (in)confondibile

Ad una trama e a dei dialoghi cristallini ma poco elaborati, si affianca uno stile grafico molto spartano e stilizzato, che ricorda da vicino il tratto utilizzato in altri slice of life.

Come per la semplicità della trama, anche per lo stile grafico questa eccessiva semplificazione permette all’autore soluzioni stilistiche fresche e divertenti, ma dall’altro penalizza alcuni momenti della storia, dove avere a disposizione una maggiore quantità di dettagli (o di cifra stilistica) avrebbe permesso un impatto emotivo sicuramente maggiore.

In conclusione, The Girl From Class rispecchia tutti i limiti di quello che è l’esordio di un artista, Sebong Park, alla sua prima esperienza con questo media, dove la chiara onestà e freschezza delle vicende viene bilanciata (se non a volte soverchiata) da limiti tecnici ed espressivi facilmente imputabili alla breve carriera dell’autore al momento della sua realizzazione.

 

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